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Devo dire che la partecipazione al vespa raduno dell’Isola d’Elba è stata una delle gite più piacevoli alle quali sono andato.
Sabato 20 settembre, io Antonio e l’amico Roberto Berti, ci siamo recati all’appuntamento alle 6,00 del mattino presso il distributore Total di via Borzacchini (uno dei soliti punti d’incontro per le spedizioni in vespa.
Mentre stavo ricontrollando per l’ennesima volta la mia cavallina (la prode vespa PX 200 E), ho constatato che mi ero dimenticato la lattina dell’olio nel garage e usufruendo della pazienza di Roberto mi lancio di gran carriera a prenderla.
Certo, fra l’andare e il tornare passa circa mezz’ora e finalmente alle 6,45 circa partiamo con destinazione Isola d’Elba.
Il tempo, dopo due giornate di pioggia, ci ha assistito e con entusiasmo cominciamo a macinare chilometri su chilometri e una volta arrivati a Montalto di Castro facciamo il primo rifornimento.
Il tempo di rimettere in moto e via.
Prendiamo la statale Aurelia puntando per Piombino; c’è da dire che il vento ci disturbava non poco ma noi non ci sottomettevamo e continuavamo imperterriti il cammino.
Eravamo arrivati nella zona di Grosseto quando sento la mia vespa comportarsi in modo strano; rallento, riaccellero e sento che il retrotreno ondeggiava. Mi fermo e mi rendo conto di aver forato.
Con l’aiuto di Roberto (e per fortuna che c’era lui perché sembrava fino all’ultimo che non mi avrebbe fatto compagnia nessuno) inizio a smontare la gomma per mettere quella di scorta. Cercavo di sbrigarmi perché stavo in un punto dove non c’era la banchina e le macchine mi passavano molto vicine. Rimettiamo in moto e via.
Dopo un altro rifornimento arriviamo al porto di Piombino e fatti i biglietti ci imbarchiamo subito. Alle 11,30 circa sbarchiamo a Portoferraio e ci incamminiamo per Procchio luogo del raduno.
Lì ad attenderci per il benvenuto c’erano Emanuele e Vittorio (rispettivamente presidente e vicepresidente del Vespa club Isola d’Elba).
Questi signori hanno messo in piedi il vespa club a giugno e sono riusciti, lavorando di lena, ad organizzare il raduno tenendo conto che sono tutti operatori turistici del luogo.
Vittorio, che ho conosciuto due anni fa durante una vacanza in vespa con mia moglie sempre all’Isola d’Elba, è un ragazzo ternato trasferitosi lì da molti anni e che svolge l’attività in proprio come noleggiatore di scooter ed altri mezzi; nei periodi invernali si diletta a lavorare sulle mitiche Vespa (lavoro che Vittorio ha imparato da giovanissimo a Terni nell’officina del nostro carissimo e stimatissimo meccanico Paolo Borzini, che adesso porta avanti con successo sull’isola).
Incontriamo altri quattro amici del nostro vespa club Interamna Terni giunti precedentemente con le loro vespe traslocate su mezzo e ci uniamo a loro con entusiasmo.
La sera facciamo 40 km all’andata e 40 al ritorno per andare a mangiare il pesce in un ristorantino che uno di loro conosceva: devo dire che è stata una cena prelibata.
Dopo i saluti della buona notte ci rechiamo in albergo per il meritato riposo.
La mattina dopo, al punto d’incontro, cominciano a sentirsi i ronzii delle vespe sempre più numerose: da Bologna, Pontedera, Ferrara, Montevarchi ed altre città che mi sfuggono.
Alle 10,30 si parte per il giro turistico a dir poco bellissimo: un uovo che percorreva metà isola toccando cittadine d’incanto; tra le più grandi Marina di Campo,Marciana dove ci aspettava un rinfresco con salame formaggi e vini del posto, e Marciana Marina e poi ritorno a Procchio con ingresso ai giardini, attrezzati anche per banchetti o sagre, dove da lì a poco avremmo dovuto consumare il pranzo in compagnia di un gruppo che allietava la festa con la musica Reggae del mitico Bob Marley.
Alla fine del pranzo sono state fatte le premiazioni che vedeva il nostro club ricevere la coppa come il più numeroso venuto da lontano e Roberto è stato premiato come il vespista venuto da più lontano a bordo della vespa, Franceso Malacchia ha preso la coppa per la miglior vespa mantenuta (la sua Rally 200 rossa fiammante). Tutto questo mentre gli organizzatori ci ammorbidivano il palato con del buon vino: il famoso Aleatico dell’Elba.
Devo dire che sono stato molto contento di partecipare a questo raduno per due motivi: il primo è per il fatto di aver promesso da parte del sottoscritto a Vittorio che se avesse organizzato qualche raduno o incontro sarei partito per parteciparvi; il secondo perché l’Isola d’Elba mi affascina notevolmente e, con la scusa del raduno, sarei ritornato appunto dopo due anni in quell’incanto di paesaggi per un verso turistici ma anche rudi e spontanei tipico delle macchie mediterranee.
È stato organizzato da persone inesperte in materia, ma che sono riusciti bene nel loro intento e ci hanno promesso che l’anno prossimo avrebbero smussato qualche spigolo ma che io ritengo non c’è stato.
Per quello che mi riguarda farò del tutto per poterci partecipare di nuovo sperando di essere un gruppo molto più numeroso.
Dopo aver salutato quella gente meravigliosa siamo ripartiti per l’imbarco e poi proseguire il cammino su strada fino a casa.
AAAAHHHHH!!!!!!!!!!!! Che bel weekend…………………
Antonio Batassini
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